Dopo la settimana di pausa è tornato il nostro torneo. Quello che amiamo. Quello per cui soffriamo ogni anno. Ogni settimana. Ogni giorno. E questa volta, forse, lo amiamo e ci soffriamo più del solito. Ripassiamo in carrellata i tre bellissimi incontri di questo weekend. Solo grandi emozioni.

La Francia non aveva (quasi) nessuna possibilità di vincere, reduci com’erano da una catastrofica rimonta subita contro un mediocre Galles e una batosta senza precedenti a Twickenham. La Scozia invece arrivava da una vittoria contro l’Italia e un’ottima prestazione contro i campioni in carica irlandesi. Vittoria facile scozzese? Ma quando mai! Brunel rimpasta la formazione e tira fuori dal cilindro una Francia giovane, frizzante, decisa a far bella figura. Tira fuori un ottimo Ntamack ad apertura che, aiutato da un pazzo e scatenato Dupont a numero 9, dà un ritmo forsennato agli avanti francesi. E dopo la collisione dei pesanti le frecce possono essere scoccate dalle retrovie: Fickou, Penaud, Ramos. Che bella Francia. Che bella squadra. Che bella vittoria. Chi ama un rugby dinamico e spettacolare non può non innamorarsi di questa creatura tanto spericolata quanto inaspettata. Certo, ora Brunel, Guirado e soci sono chiamati alla sfida più grande: confermarsi contro l’Irlanda, la quale ha ancora speranze di arrivare fino in fondo alla competizione, a patto di non fare più passi falsi. Townsend invece paga pegno delle troppe assenze: Hogg e Russell su tutti. E in più, quando si sarebbe potuto riaprire la partita, alcune scelte individuali e personalismi inutili hanno spaccato il trend positivo, gettando alle ortiche il lavoro di fasi e fasi di gioco. Panchina corta e cambi non all’altezza del XV titolare dunque: forse sono proprio questi i problemi in casa Scozia, contando che al prossimo turno arriva il Galles a Edimburgo. Intanto la Francia si gode due settimane più rilassate delle precedenti e con la convinzione di poter essere quella bestia inferocita che i suoi supporter vorrebbero sempre vedere.
Sovracoperta: Penaud, funambolo.
Sottocoperta: Maitland, sprecone.
Galles-Inghilterra 21-13 (4-0)

Il Galles arriva da una striscia positiva di 11 match. Tutti vinti. Quasi tutti dominati. Ma il Galles impacciato del primo tempo di Parigi nella prima partita del torneo e il Galles bruttino visto contro l’Italia non sembrano poter impensierire gli uomini di Eddie Jones. L’Inghilterra sembra aver ricostituito intorno a sé l’alone della macchina perfetta. Il record dei Dragoni sembra destinato a svanire. E invece, ancora una volta, il nostro amato sport si dimostra essere incredibile. Imponderabile. Il Galles ingabbia e stritola il XV della Rosa. Le terze linee piovono da ogni dove, il triangolo allargato funziona perfettamente e, soprattutto e sopra tutti, a incidere sul match è Gareth Davis. Gatland compie una scelta raffinata e giustissima: assurgere il mediano di mischia al ruolo di cane da guardia di Farrell. L’apertura inglese è bloccata in ogni ripartenza: ogni calcio, ogni passaggio, ogni giocata passa sotto gli occhi e i tackle del fido Davis, che spezza, dilania, interrompe ogni idea avversaria. La sua è una partita sontuosa. In generale è un match da pelle d’oca, giocato a livelli di agonismo altissimi e con un’attenzione tecnico-tattica degna delle prime della classe. Il Galles prevale. Coi nervi, con la pazienza, con il carisma che lo contraddistinguono. È la vittoria di tanti singoli e di un collettivo che si riscopre unito. E, con ogni probabilità, non è un caso che questa unità e unione si riscopra contro i nemici più odiati di tutti: gli inglesi. Il Galles si mette in tasca il suo record di 12 vittorie consecutive, il primo posto e l’imbattibilità nel torneo e si candida prepotentemente come squadra da battere in questo 6 Nazioni. Ora i giochi sono aperti. Ora i giochi sono davvero bellissimi. Perché non crederete mica che inglesi e irlandesi se ne staranno a guardare con le mani in mano, vero?
Sovracoperta: Gareth Davis, bava alla bocca.
Sottocoperta: Sinckler, nervoso.
Non vorremmo esser smielati, ma probabilmente lo saremo. Questa sconfitta è amara. Non del solito sapore amaro, che potrebbe tanto somigliare a qualcos’altro. Ma amara di delusione. Amara da porcaputtanac’eravamoquasi. Fine primo tempo: tutta l’Europa del rugby sta seguendo l’incontro, i secondi nel ranking mondiale hanno vita dura contro la squadra più criticata del Six Nations. In molti si saranno domandati quale potesse essere l’umore nello spogliatoio irlandese all’intervallo, molti ipotizzavano che il team di Conor O’Shea sarebbe stato sotto di 40 punti. Chiunque lo dava per scontato. Anche molti di noi. Questo risultato parziale invece ha stupito e sorpreso chiunque. Ha sorpreso tutti. Noi compresi. Mancano ancora altri quaranta minuti, un’eternità, ma adesso stiamo vincendo noi.
Vi ricordate di Guldo? Personaggio dell’universo Dragonball, nemico di Goku e membro della Squadra Ginew? Guldo non ha speciali doti di combattimento, nessun tipo di super forza, super resistenza o velocità supersonica, il suo unico (ma) grande potere è quello di bloccare lo scorrere del tempo trattenendo il fiato, per poi farlo ripartire una volta ripresa la normale respirazione.

Dei nerd di classe, come lo sono molti di noi, se dovessero pensare a un modo per bloccare le lancette dell’orologio farebbero subito collegamenti di questo tipo. Ma al di là dei cartoni animati la metafora del fiato sospeso è perfetta. Cosa prova uno spettatore italiano a vedere il tabellone dei punti che segna il vantaggio per il nostro colore? Cosa si prova a ritrovare l’emozione nel vedere una partita espressa al massimo del potenziale tremando su ogni errore e gioendo per ogni pallone recuperato o punto di incontro vinto. Con l’immaginazione e i super poteri dei manga possiamo congelare questo momento e renderlo infinito.
E tutto grazie a voi. I nostri supereroi che ci regalano domeniche indimenticabili come queste. Scusate se ogni tanto dubitiamo di voi. Se vi critichiamo, se vi massacriamo di improperi. Per noi è facile. Noi stiamo qui, sul divano o al pub. Siete voi quelli che vi spaccate in campo. Dovremmo imparare a portarvi più rispetto. Sempre. Per l’onore che voi avete di difendere i nostri colori contro chi è più forte. Per l’impegno che ci mettete e per il sudore che versate. Solo per donarci domeniche come queste.
Questa volta non avete vinto. Questa volta è un sorriso amaro. Ma grazie. Per noi è come una vittoria. Sparta perse alle Termopili con i Persiani. Ma vinsero lo stesso. Noi vinciamo lo stesso.
Sovracoperta: Italrugby, passione ovale.
Classifica: Galles 12, Inghilterra 10, Irlanda 9, Francia 6, Scozia 5, Italia 0.

