Nick Civetta, un italoamericano al mondiale

Sull’onda dei nostri articoli di presentazione del rugby nelle Americhe, abbiamo raggiunto uno dei giocatori più interessanti delle Eagles statunitensi. Nick Civetta, parmense d’origine, transitato dall’Italia e da Newcastle e, ora, meritatamente a spingere in seconda linea per la sua nazionale.

Nick Civetta, dal 2015 Italiano

Ciao Nick, grazie per aver accettato la nostra intervista. Per prima cosa mi racconti delle tue origini e di come sei arrivato a giocare in Italia?

– In italiano – I Civetta sono di Parma, cosa che ho sempre saputo. Quando giocavo a New York un agente italiano mi ha proposto un anno di contratto in Italia. Ho deciso quindi di seguirlo giocando alla Lazio. Dopo mi sono spostato a Viadana e infine ai Medicei di Firenze. Tre anni fantastici.

Ti è piaciuta l’Italia?

Sì, molto! Firenze è una delle più belle città che abbia mai visto.

Mi togli una curiosità? Perchè non hai scelto il football americano?

– Ridendo – Non sono mai stato bravo a football.

Mi racconteresti ora quali sono le tue impressioni sull’evoluzione della Major Rugby League?

Fino a pochi anni fa la lega era amatoriale. Significa che persone che nella vita facevano altri lavori, si trovavano due volte a settimana per l’allenamento più la partita. Era decisamente insufficiente per avere un movimento di qualità. Ora tutti i giocatori sono professionisti e si è visto nei recenti risultati della nazionale statunitense: poter impiegare il 100% del proprio tempo al rugby dà i suoi frutti anche sul campo.

Invece per quanto riguarda leghe e nazionali giovanili?

Stiamo migliorando anche lì, ma gli Stati Uniti sono un paese geograficamente esteso ed è particolarmente difficile tenere traccia di tutti i giocatori di tutto il paese.

Visto che hai giocato in entrambi, mi diresti le differenze tra MLR ed Eccellenza/Top12?

-Ridendo- Non vorrei far scoppiare un problema diplomatico. In ogni caso credo che la MLR sia migliore dell’Eccellenza italiana sotto diversi punti di vista: dagli allenamenti, all’intensità, al fitness. Credo però che se una squadra italiana dovesse incontrare una squadra della MLR quest’ultima potrebbe soffrire parecchio sotto il punto di vista della mischia. Su questo punto credo che il campionato in Italia sia migliore.

Infine Nick, mi racconti quello che sta succedendo per te in questa Coppa del Mondo?

Sono veramente contento ed onorato di poter giocare per la mia nazionale e soprattutto perché è la mia prima RWC. È stato particolarmente emozionante soprattutto per come è arrivata la convocazione.

Cosa intendi?

Quando ho accetto di giocare in Italia, ho fatto una scelta consapevole del fatto che sarei uscito dai radar della Federazione e così è stato. Per tre anni non sono stato convocato in nessuna rappresentativa. Quando nel 2018 ho firmato per Newcastle, (la squadra in cui giocò sua maestà Jonny Wilkinson, ndr) la notizia ebbe un discreto seguito mediatico anche negli USA facendo arrivare una convocazione. Ed eccomi finalmente qui a rappresentare il mio Paese! – Ridendo ed in Italiano – Vorrei tanto però riaffrontare in una partita il mio amico Ruzza, dato che abbiamo giocato assieme a Viadana. Magari dopo il Mondiale…

Beh, non ci ha detto chi secondo lui fosse il giocatore più pirata, ma direi che possiamo intuirlo…


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