OMBRELLONE OVALE: il capitano Jacopo Sarto

Salutato il coach, raggiungo il capitano di Colorno Jacopo Sarto, terza linea classe 1990.

Ciao Jacopo grazie per la disponibilità anche a te i miei complimenti per la promozione in Top12 e benvenuto nel lato frivolo del rugby. Premetto che qui normalmente si finisce a parlare di cibo ma siccome con te è un argomento piuttosto scontato cercherò di evitarlo (Jacopo fa il cuoco).

Ride. Grazie.

Aspetta a dire grazie, ho detto che ci proverò mica che mi riuscirà. Siete già in preparazione, ma quando non ti alleni riesci a staccare?

Sì anche se non completamente. Diciamo che ho una settimana di autonomia, poi devo riprendere a fare qualcosa.

Accidenti una settimana è tantissimo, mica tutti ci riescono sai. E c’è qualche altra cosa che ti piace tipo i motori?

No guarda a me i motori non piacciono, non li trovo attrattivi. E per muovermi prediligo i mezzi pubblici.

Un ragazzo ecologico ad impatto zero con una coscienza ecologica che mi fa ben sperare. Senti tu hai iniziato a giocare molto giovane me qual è la parte noiosa del rugby, quella della quale faresti proprio a meno? Se ce l’hai.

La preparazione che facciamo in questo periodo. È utile e funzionale ma davvero ne farei a meno. Poi con il caldo di questi giorni c’è da andare fuori di testa.

Effettivamente le condizioni climatiche non arridono a chi si deve sbattere su un prato nell’esecuzione di qualche esercizio fisico magari anche a tempo. Jacopo ride e io immagino lo faccia perché gli sono comparse alcune scene drammatiche che solo un allenamento tipo i test di bronco possano creare.

Mi aiuti a sfatare uno dei miti del rugby, è vero che i ragazzi della mischia hanno un legame ed un’intesa particolare tra loro rispetto agli altri componenti della squadra?

Diciamo che allenare la mischia è formativo per tanti aspetti, sicuramente c’è bisogno di intesa e complicità (questo l’ho suggerito io), per il ruolo che ha.

Quindi quello che impari con la mischia lo riporti ovunque, ‘Se sai uscire da una mischia sa uscire da qualunque casino.’? Oggi snocciolo citazioni con scioltezza proprio.

Proprio così alleni ed impari un atteggiamento che poi ti esce fuori in qualsiasi momento e situazione.

Meglio 80 minuti da tre quarti che?

I tre quarti non esistono.

Ecco appunto – qui ridiamo entrambi però – mi verrebbe da dire che i tre quarti sono comunque un ingrediente della ricetta squadra, ma non lo dico. Tiro in ballo, ma giusto un momento, l’altro rugbista di famiglia suo fratello Leonardo fresco di contratto con Treviso.

Io e lui non parliamo mai di rugby – mi risponde, per forza praticate due sport differenti – esatto.

Ma è scontato anche parlare di suo fratello, così forse per associazione al cognome ma più probabilmente per quei movimenti cerebrali femminili sconosciuti alla gran parte delle persone, i miei neuroni in un femtosecondo elaborano un pensiero.

Oggi sono state presentate le maglie che la nazionale indosserà in Giappone. Io le trovo belle, ricercate e curate nei dettagli, secondo me questo denota che c’è attenzione intorno al movimento.

Sì decisamente adesso il rugby è più conosciuto, più seguito e quindi richiede anche maggiore attenzione.

Restando in tema ombrellone cosa leggi, se leggi?

Ma non sono né un giallofilo e neanche un romanticone, mi piacciono i classici ed anche i saggi e magari qualche libro che racconti le origini e la storia di alcune tradizioni (sì anche quelle culinarie).

E che musica ascolti?

La radio, la musica la tengo come sottofondo.

Ti saluto con la nostra domanda di chiusura, qual è il giocatore più pirata che tu abbia mai incontrato?

E su questa domanda Jacopo ha dato la prova concreta di tutta la sua cortesia e di quanto il suddetto allenamento serva a fronteggiare le domande assurde di una troppo curiosa intervistatrice. Avrei pagato oro per vedere la sua faccia nel momento esatto in cui gli ho formulato questa domanda ed anche per vedere la materializzazione del fumetto ‘questa è tutta grulla’ ovviamente nel suo dialetto.

Diego Del Nevo detto Dec, perché qualunque cosa accada – e da quello che ho capito gliene devono accadere – è sempre tranquillo e via.

Prendo nota anche di Dec, saluto e ringrazio veramente tantissimo Jacopo per la sua pazienza, la sua cortesia ed il suo tempo. Un saluto anche alla pelle d’orso presente.

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