80esimo minuto: la presentazione dei campionati

Oggi presso lo stabilimento della Peroni a Padova si è svolta la presentazione dei due massimi campionati italiani di rugby, il femminile, con la nuova formula a gironi ed il maggior numero di squadre partecipanti; ed il maschile alla sua 90esima edizione.

Partiamo dal femminile. Essendo il campionato col maggior numero di squadre hanno invitato soltanto le quattro finaliste, la Capitolina presente Giulia Nobile, le Furie Rosse con Susanna Boledi, il Valsugana con Sofia Stefan e Villorba con Jessica Busato. Perché tutte le rappresentanti dei vari club non c’entravano. Le nostre ragazze sono salite al sesto posto nel rancking mondiale e dopo il secondo posto all’ultimo sei nazioni l’entusiasmo è salito alle stelle.

Profluvio di complimenti dal presidente Gavazzi all’indirizzo delle giovani pulzelle (vorrei anche vedere), il quale sottolinea che “E’ bello vedere giocare le ragazze.” E loro, le ragazze, hanno confermato di voler battagliare fino alla fine. Conoscendole, non ci spero, ci credo.

Qui metto un asterisco che riprenderò dopo.

Passiamo al maschile. Si dia inizio alla novantesima edizione del campionato italiano, 22 settimane e 137 partite. 

Quello che mi piace di queste presentazioni è che si parte dal basso. Infatti viene data la parola a Jacopo Sarto capitano di Colorno, neo promossa ed unica matricola di questo campionato essendo alla sua prima partecipazione al massimo campionato italiano. 

Si passa poi a Lorenzo Bruno capitano dei Lyons di Piacenza, altra neo promossa la quale si impegnerà al massimo per dare filo da torcere a tutte le squadre che incontrerà.

Da un romano in Emilia a un romano a Roma, prende la parola Carlo Filippucci della Lazio il quale ripercorre la stagione da cardiopalma dei biancocelesti.

Matteo Corazzi, capitano del Mogliano di coach Costanzo, deciso a ripartire dalle cose fatte bene la passata stagione.

Poi è il turno di Andrea Denti giovane capitano di Viadana, che festeggia quest’anno i suoi 50anni e dove è arrivato coach Jimenez.

Arriva il primo tocco toscano con Paul Derbyshire capitano di un San Donà in cerca di riscatto. 

Per passare poi ai miei adorati Medicei che capitan Maran descrive come i ‘rompiscatole’ del campionato. Mai descrizione fu più azzeccata. I fiorentini nella passata stagione hanno castigato un paio delle c.d. grandi per poi arenarsi con club di pari livello, per la gioia di coach Presutti. Quest’anno la squadra si è molto rinnovata, con elementi anche giovani, ma la voglia di rompere c’è ancora, anzi, il gusto del dispetto si è forse accasato bene a Firenze. 

Firenze che sta diventando sempre più attrattiva dal punto di vista rugbistico, con un vivaio che si sta facendo via via più consistente per la presenza di vari club in più campionati e categorie (menzione d’onore al Florentia del tostissimo coach Luigi Ferraro).

Insomma una piazza in crescita, una squadra castigatrice, ragazzi ci credo che poi ci disegnano un calendario ostico!

E passiamo alla Fiamme Oro di capitan Filippo Cristiano il quale dall’alto della sua esperienza nota con piacere che il livello si sia alzato, meno piacevole è la bagarre che gli toccherà per arrivare ai playoff obiettivo neanche troppo velato.

E a proposito di palyoff eccoci alle quattro finaliste della passata stagione, Valorurgby, tanti nuovi arrivi, molti investimenti in termini di rosa e staff per arrivare alla sedia della prima fila.

Padova: nuovo capitano, Andrea Trotta, tanti nuovi arrivi e una voglia di riscatto che promette sfide avvincenti.

Rovigo e Calvisano sono realtà più che consolidate nel mondo ovale italiano, è quasi noioso parlarne, ma a me stanno simpatici entrambi sicché li saluto volentieri. Tra l’altro compimenti a capitan Ferro che stamattina prima della presentazione ha pure dato un esame all’università. Bravo Matteo.

Insomma dodici squadre che scenderanno in campo con grinta e determinazione che sono sicura ci regaleranno tanto bello spettacolo. Sì, a me il rugby italiano piace e per certi versi mi piace più del Pro14.

E qui mi riallaccio alla postilla precedentemente lasciata post discorso ragazze. Perché in tutto questo gioioso ma anche serio parlare di competizione c’è il discorso del presidente Gavazzi che mi ronza nelle orecchie. Per lui il Top12 è, sostanzialmente, la fucina di talenti che rimpingueranno le nostre franchigie e di conseguenza la nazionale. Praticamente sono dodici incubatrici di talenti da passare poi sui campi nobili di Treviso e Parma.

Però presidente, abbia pazienza, se le ragazze vanno in nazionale direttamente dal massimo campionato e guadagnano il sesto posto nel ranking mondiale, si può provare a fare lo stesso coi maschietti, che in termini numerici sono anche di più?

Si prova a fare un investimento su tutti i club dello stivale e lasciamo che di Accademia restino solo quella della Crusca e il museo nazionale che ci custodisce il David di Michelangelo?

Mi permetto, infine, di darle l’ultimo consiglio così spassionatamente. Quando un giornalista, nella fattispecie fiorentino come il mitico Paolo Caselli, le fa una domanda a cui lei non vuole rispondere. O non risponde, oppure fa una supercazzola come il Conte Mascetti comanda (allego tutorial formativo). Perché vede a noi toscanacci ci battezzano con acqua, vino e supercazzola, capisce bene che ad una domanda sul come fare per promuovere il nostro movimento dando più visibilità, è riduttivo rispondere “Se la nazionale vince tutti ne parlano.” Ma dai davvero? È arrivato pensaci. Oppure che “Ci sono zone tipo Rovigo e/o Calvisano dove escono tutti i giorni articoli sul rugby”. Giura!

No presidente, se Lei vuole veramente stupirci, senza effetti speciali, deve rispondere con un “il nostro movimento un po’ tarapio tapioco, sta prendendo contatti con la prematura insieme ad antani per due come se fosse risultati concreti”. Questa è una risposta da applausi.

E se qualcuno dovesse chiederle spiegazioni chiosi con una ‘trina una confraternita pulitina.’ Ecco qui scatterebbe automaticamente la standing ovation.

Insomma ci siamo capiti. Buon rugby a tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *