di Emy Forlani e il Prof

Per chi se lo fosse perso nell’emisfero Sud hanno iniziato a giocare. Tutto stravolto quest’estate (inverno per loro), perché il The Rugby Championship è più corto a causa del mondiale. Ed è sempre il mondiale a stravolgere anche le carte in tavola dei vari allenatori. Tra chi fa turnover a chi testa la compattezza della propria squadra. A chi, poi, fa l’Australia di turno.
Di sicuro, dopo aver visto la gran bella vittoria del Sudafrica sui Wallabies, abbiamo un nome da tenere d’occhio. Si tratta di Herschel motorino Jantjies, mediano di mischia degli Stormers classe 1996, capace di una doppietta al debutto in maglia Springbok. Se il suo compagno di mediana, l’altro Jantjies (Elton, sì, proprio lui), riuscisse a trovare maggiore costanza nelle prestazioni e non altalenare un 100% al piede, come in questo turno, con imbarazzanti uscite internazionali… beh, allora la rainbow nation potrebbe veramente ambire ai piani altissimi sia del TRC, che della RWC.
Anche perché l’Australia è, indiscutibilmente, fuori dai giochi. Un 2018 terrificante e un 2019 iniziato malissimo. Qualcuno vuole dire a Cheika di allenare le guardie sui punti d’incontro? Due segnature nate dalla palla tirata su da parte del mediano di mischia, che prende e corre dritto per dritto verso la zona rossa, più un’altra frutto di pick&go sulla linea di meta. Non ci siamo proprio! Come credono di cambiare il trend da qui al Giappone?
E poi l’Argentina, che moralmente vince, ma in pratica racimola solo un punticino di bonus contro i ragazzi tuttineri di Hansen, rivoluzionati quasi totalmente per mettere minutaggio nelle gambe ai possibili rimpiazzi per il Giappone e tener da conto i big in vista della lunga tournée nipponica.
La partita degli inni l’hanno stravinta i biancocelesti: “God Defend New Zealand” non è male ma è un tipico inno di impronta anglosassone, con Dio che deve difendere il paese dopo aver salvato la regina, mentre l’inno argentino, solenne, ritmato e cantato sempre con le lacrime appese dai giocatori inquadrati, fa salire l’emozione a chiunque.
Bella la “Ka Mate” degli All Blacks, esplosione, come sempre, di orgoglio, appartenenza, grinta ed anche quadricipiti.
La Nuova Zelanda non ha giocato bene e ha sbagliato molto più del solito, l’Argentina ha sbagliato meno e giocato meglio, ma ha vinto la prima. Perché?
Perché sono i più forti: anche in formazione in parte sperimentale e sul campo di una squadra ottima, motivata e in palla, le impressionanti individualità e la capacità di approfittare di ogni incertezza avversaria, insieme ad una difesa mostruosa anche nei momenti più difficili, hanno colorato la vittoria di nero.
Un po’ di partite di rugby le ho viste in vita mia, dalla C2 alla Coppa del Mondo, ma una meta su intercetto a centrocampo di un cammellone di seconda linea ancora non l’avevo vista o, perlomeno, non ne ho memoria: ora questa mia lacuna è stata colmata da quella sorta di alieno vestito di nero che è Brodie Retallick.
Il finale dell’incontro è stato da infarto, con l’Argentina ad insistere poco fuori dai 22 avversari, beneficiaria anche di un paio di falli a favore ma, sotto di quattro punti, obbligata a provare ad andare in meta. Touche, rolling maul, fallo nero. Di nuovo touche, scocca l’80′, un’altra rolling maul, padroni di casa a pochissimo dal bersaglio, ma difesa sontuosa della Nuova Zelanda, tournover, fischio finale, 16-20.
Se ve li siete persi, trovate qui gli highlights della sfida di Buenos Aires. Mentre l’articolo completo di Emy lo trovate sul suo blog personale.
Il prossimo turno sarà già decisivo. E ciò è anche ovvio, visto il calendario cortissimo fatto di appena tre match. Gli Springboks andranno in visita a Wellington (ehm… sì, ci saremo anche noi!) e i Pumas dovranno confermare le proprie aspirazioni in Australia. E nulla è già scritto. Anche perché sarà un caso che l’ultima edizione non vinta dagli All Blacks fu proprio quella del 2015, preda australiana, quando qualche mese dopo i neozelandesi alzarono la Webb Ellis Cup in Inghilterra? Che la storia si ripeta? Che Read e compagni abbiano già la testa in Giappone?
Risultati round 1 TRC:
Sudafrica – Australia 35-17
Argentina – Nuova Zelanda 16-20
Classifica: Sudafrica 5, Nuova Zelanda 4, Argentina 1, Australia 0.
