Italia – Francia U20: le parole dei protagonisti

Il capitano Davide Ruggeri

Nella conferenza post partita aleggia un’amara inquietudine. I sogni di gloria sono sfumati per un blackout nei primi cinque minuti della ripresa. L’Italia ha giocato bene e meritava di più.

Roselli alla domanda sulla grande prestazione della nostra mischia chiusa afferma che tutto è frutto del lavoro pre-gara e dell’attenzione ai dettagli messo dai ragazzi negli allenamenti settimanali: «Noi sappiamo i nostri punti di forza e studiamo con attenzione prima di ogni partita le debolezze degli avversari. La nostra formazione non regge ancora tutti e 80 gli minuti contro una squadra di prim’ordine come la Francia, ma abbiamo giocato alla pari contro i campioni del mondo di categoria e, alla fine, non siamo contenti». Il capo allenatore degli Azzurrini voleva vincere, come tutti noi. Ancor di più dopo la foga e la grinta che i nostri giovani beniamini hanno messo sul rettangolo da gioco. «Abbiamo preparato il match per vincere, nonostante la situazione in Italia e le difficoltà che ci sono da sempre nella nostra realtà. Siamo fiduciosi. Siamo orgogliosi. Oggi nell’ultima del 6 Nazioni abbiamo dimostrato quanto possiamo fare bene e la nostra intenzione è continuare a fare bene. Anche in Argentina». Un messaggio per il futuro. Per il World Championship under 20, che si vuole ancora vivere da protagonisti dopo i due ottavi posti conquistati nelle ultime due edizioni.

Il pilone di casa Lorenzo Michelini

Capitan Ruggeri, orgoglioso e amareggiato insieme, tesse le lodi dei suoi compagni: «In settimana abbiamo posto grande attenzione a diversi piccoli particolari. Se giochiamo bene non abbiamo paura di nessuno». E a rincarare la dose interviene anche il ragazzone di casa Lorenzo Michelini, protagonista di una ripresa solida e impeccabile: «Giocare davanti al pubblico di casa è un’emozione indescrivibile», e sulla palla scippata dalle mani del mediano di mischia francese, azione che ha fatto svoltare il trend negativo della partita: «In quel momento eravamo sotto pressione, ma c’era un buon feeling tra noi giocatori. Ho visto palla libera e ho dato tutto. Ci ho messo tanta grinta. È una palla vinta per grinta». E che grinta ragazzi, se si continua così il gruppo di Roselli può davvero puntare a fare bene, malgrado una pool argentina da far paura: Inghilterra, Irlanda e Australia.A chiudere la conferenza stampa le parole di apprezzamento per la città biellese di Cesare Maia, accompagnatore della nazionale: «Siamo onorati di aver portato il grande rugby a Biella, con una grande partecipazione di pubblico da tutto il Piemonte (circa 3000 spettatori al Pozzo-Lamarmora, ndr). Ci sono state moltissime società che sono venute a tifare per i nostri ragazzi e, con una partita così, quasi perfetta, oggi è stato un successo grandissimo. Se si cresce insieme si cresce di più».

Il rugby italiano cresce. E cresce bene. Ripasseremo.

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