Pirates History Time – Francois l’Olonese de France

François nacque nel 1634 sulle sponde della Loira, nella regione vandeana francese, in una di quelle notti che si dice furono memorabili per i tuoni e i lampi derivati dagli scontri di gioco dell’ultimo turno di Top 14, che a tutt’oggi rimane famoso per non aver ancora adottato tra le regole possibili quella dell’uscita dal frontale.
Promettente seconda linea dai metodi rozzi e rudi si trasferì dopo l’adolescenza sull’isola di Hispaniola, dove si narrava che gli spagnoli avessero esportato qualsiasi tipo di sport meno che il rugby, che a loro non riusciva granché bene (mentre oggi…). Imparando da molteplici discipline le arti meno nobili, tipo l’entrata a gamba tesa del calcio, la gomitata nelle costole del basket o il colpo sotto la cintola del pugilato, decise di riapplicare queste sue competenze sporche anche al rugby, dove divenne mago del pestone in ruck e del crollo del giocatore alzato in touche.
Impressionato intorno ai vent’anni dai racconti di un gruppo di bucanieri in tournée sull’isola, scelse di imbarcarsi con loro per il tour estivo dei Pirates Barbarians. La sua performance fatta di pura mancanza di rispetto per le mischie ordinate e le sue regole convinsero il governatore dell’isola francese di Tortuga ad affidargli il comando della sua squadra piratesca anti-spagnola.
Introdotto nella pirateria che conta iniziò la sua serie di conquiste, tra cui le più celebri rimangono quelle del golfo venezuelano, che lo portarono a imprese fenomenali, come lo scippo di una nave in solitaria, che costò la qualificazione alla squadra del Maracaibo alla fase finale del campionato inter-caraibico; e l’assalto a Gibraltar fatto con soli uomini di mischia, che gli procurò così tante ricchezze e rum da non saper più comprendere il significato di fuorigioco.
Purtroppo nella sua breve e intensissima carriera l’Olonese ebbe anche dei momenti bui, quali la squalifica per offese omofobe a un collega gentiluomo italiano e una presunta tresca violenta con una giovane ragazza scozzese, che lo portò ad essere escluso dalla selezione francese per il 6 Nazioni delle Antille nel 1670, dopo un inizio di torneo sfavillante.
Morto a soli 36 anni a causa di una tribù cannibale vicino alla foce del Rio San Juan in Nicaragua, rimane ancora oggi famoso come l’unico pirata rugbista francese in grado di attuare sul campo da gioco tecniche davvero brutali, quali lo sbudellamento del mediano nemico e l’assaggio di cuore, avvenuto dopo una razzia ai danni di un’ala spagnola dichiaratasi vegetariana e astemia. Negli ultimi decenni la stampa transalpina ha accostato la sua figura a quella dell’orco Sébastien Chabal, poiché solo negli occhi di quest’ultimo è parso di ritrovare la scintilla di cattiveria dell’indimenticabile François l’Olonese.

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