Cose che succedono una volta ogni 25


Una volta ogni venticinque. Una percentuale del 4%. Cioè il verificarsi di un avvenimento non del tutto improbabile ma sicuramente non quotidiano, non abitudinario. Un evento che diventa, quasi sempre e nel caso che si tratti di qualcosa di positivo, un evento che merita di esser festeggiato e osannato.

Alcuni esempi: una volta ogni 25 anni c’è il Giubileo. Mica roba da poco se si pensa nell’ottica di strappare un pass per il Paradiso.

Vabbeh… da come abbiamo iniziato sembra che questa cosa dell’1 su 25 sembri tanto un discorso sui miracoli. Ma badate bene: non è così. Ci sono anche cose molto meno nobili.

Nel 1861 in Italia solo un cittadino su venticinque superava i 65 anni di età.

Uno su venticinque è il numero di elettori che alle ultime politiche ha votato per Fratelli d’Italia.

Nel concorso a cattedra del 2012 per docenti da immettere in ruolo solo uno su venticinque ce l’ha fatta.

Uno su venticinque era il soldatino della fiaba di Andersen che aveva una gamba sola e poveretto non riusciva a star in piedi come gli altri.

Purtroppo uno su venticinque era la media di soldati tedeschi morti durante il secondo conflitto mondiale.

E rimanendo su cose tutt’altro che piacevoli un bimbo su venticinque quando nasce è portatore dei geni che potrebbero causare fibrosi cistica.

Uno su venticinque in Italia è musulmano.

Un condannato a morte su venticinque negli Usa era innocente.

L’Italia anti-Scozia. Credit Fir.

E poi ci siamo noi dell’Italrugby. Che arriviamo al venticinquesimo match del Sei Nazioni dopo aver inanellato 24 sconfitte di fila. E ci si augura che sia la volta buona contro una Scozia molto meno che discreta. Anzi, decisamente mediocre.

Una Scozia che a parte delle buone o meglio discrete prestazioni di Hogg, Watson e Sutherland non fa vedere molto altro.

E noi… con la nostra solita paura di vincere.

Non tutto è da buttare. Come sempre. Ma non basta. Foto Bregani/Fotosportit by Fir.

Come spiegare questa sconfitta? A volte i trequarti mancano i placcaggi. A volte gli avanti son lenti nella pulizia. Colpa dei primi? Colpa degli altri? Colpa del coach? Colpa della federazione? Colpa dell’arbitro (non perfetto, anzi… ma non è il caso di dargli colpe maggiori di quelle che ha)? Forse non è colpa di nessuno. Forse di tutti insieme. Forse è colpa mia, che per l’ennesima volta speravo in una vittoria.

Che poi non è che chiedessi tanto. Il 4%…


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