
La quarta giornata del Peroni Top12 ci consegna un Petrarca capolista che stasera guarda tutti dall’alto, appollaiato sulla sedia dei più bravi della classe. Nel posticipo domenicale, infatti, il sorprendente Mogliano di coach Costanzo non è riuscito a calare il poker in casa Lyons.
Al Memo Geremia il Viadana vende cara la pelle al XV casalingo di coach Marcato tenendolo inchiodato sullo 0-0 per il primo quarto d’ora. Al minuto 16, su errore difensivo degli ospiti, Capraro va in meta portando avanti il Petrarca che poi viene superato con due calci piazzati di Ceballos (5-6), al minuto 39 Garbisi piazza tra i pali un calcio di punizione e la prima frazione si chiude (8-6) per i neri veneti. La ripresa inizia coi padroni di casa in attacco ma il XV di Jimenez difende bene fino a quando un Ragusi appena entrato in versione Velociraptor schiaccia la palla in meta al minuto 49 sancendo il definitivo 13-6. Il finale vede gli ospiti tentare il tutto per tutto ed un Petrarca ben impostato in difesa nonostante l’inferiorità numerica per il rosso a Capraro.

Al secondo posto si piazza Rovigo che al Battaglini rifila ai campioni d’Italia la prima sconfitta stagionale e si aggiudica il big match di giornata. Primo tempo improntato sul duello Menniti Ippolito – Pescetto che fissa la prima frazione sul 9-6 per i rossoblu. Nella ripresa Calvisano concede un po’ troppo ai padroni di casa che vanno in meta due volte con Vian e Piva, risponde il XV di coach Brunello ancora con Pescetto e con Vunisa in meta che vale il bonus difensivo (ho finito le definizioni per questa farfallina magica, cit. Fischetti), il terzo posto ed il definitivo 21 – 14.

Terzo posto anche per Valorugby, che a Roma si impone 7 – 34 sulla Lazio, trascinati da un Luhandre Luus in grande spolvero; il tallonatore sudafricano, infatti, segna ben tre mete tutte trasformate da Farolini (a proposito di piedi buoni).
Al Pacifici San Donà e Colorno ci regalano un match tanto bello, quanto condizionato dalla disciplina. Primo tempo equilibrato che vede gli ospiti affrontare una squadra più esperta a viso aperto. Nella ripresa i padroni di casa suonano la carica, mettono sotto pressioni i ragazzi di Prestera costringendoli all’errore. I due gialli comminati condizionano la prestazione degli ospiti e vedono i padroni di casa chiudere 44 – 35, ma nonostante tutto i Colornesi guadagnano un punto bonus.
Nel posticipo domenicale i Lyons battono in casa 13-9 in rimonta il Mogliano, trovando la prima vittoria stagionale e togliendo la soddisfazione del poker agli uomini di Costanzo, che con il punto bonus conquistato restano al sesto posto, ad una lunghezza di distanza dalla zona play-off e a quattro dalla capolista Petrarca.
Le mura amiche del Lodigiani vedono ancora la sconfitta de I Medicei (9 – 41) ad opera delle Fiamme Oro. Un buon avvio dei padroni di casa ha fatto aleggiare un certo ottimismo, spento poco dopo da errori banali ed ingenuità che hanno agevolato il compito al granitico XV della Polizia di Stato, che segna sì cinque volte ma due di queste realizzazioni, ad onor del vero, sono frutto degli errori dei padroni di casa. Va riconosciuto ai graduati cremisi la determinazione nel voler scacciare un fantasma, quello della sconfitta patita l’anno scorso, che adesso non serpeggia più.
Risultati sportivi a parte, per me questa partita ha significato, tra le altre cose, rivedere un ragazzo, un rugbista, una bella persona, Andrea Chianucci. Classe 1999, terza linea che a Firenze ci ha giocato fino alla scorsa stagione e che col capoluogo toscano ha un legame molto forte. So che per lui non è stato proprio semplice affrontare questa sfida, anche se lo ha fatto nel migliore dei modi e con tutta la professionalità che lo contraddistingue. Perciò ancora più bravo, tanti tanti complimenti, continua così ma per favore non ingrossare dell’altro che sennò mi diventi un armadio quattro stagioni e per salutarti mi ci vuole l’argano (ti ricordo che ho una certa ecco).
“Il rugby è sempre una storia di vita, perché è lo sport più aderente all’esigenza di ogni giorno: lavoro, impegno, sofferenze, gioie, timori, esaltazioni. Non è uno sport da protagonisti, ma una somma di sacrifici.“ [Luciano Rovagnani]
