(Im)perfezione tuttanera

Mettiamo in chiaro subito un aspetto fondamentale riguardo alla partita degli All Blacks contro il Canada: hanno vinto, hanno meritato, sono i più forti al momento. Punto, senza se e senza ma. Solo per essere chiari, altrimenti poi qualcuno va in giro a dire che il Prof critica Read e soci senza rendere onore al loro merito. E io non voglio che loro si incazzino con me. Sia mai.

Premesso ciò, la Nuova Zelanda che ne ha rifilati 63 ai Canucks non mi è piaciuta. Avrà vinto con 8 mete realizzate (i primi 7 punti sono frutto di una penalty try) e un perfettissimo Mo’unga alle conversioni, ma l’attitudine mostrata in campo non mi è sembrata delle migliori. Al 56′, dopo la nona segnatura, i tuttineri hanno deciso di smettere di giocare. Errori nelle trasmissioni anche più semplici che davano il la a knock-on inusuali per i giocatori di Hansen. Oppure, peggio ancora, abbiamo assistito a palloni che cadevano mentre si correva in solitaria verso la meta, vedi Beauden Barrett all’80’. Hanno raggiunto il bonus all’intervallo, hanno fatto 5 mete in un quarto d’ora a inizio ripresa e poi hanno staccato il cervello. Rimane pur sempre vero che i nordamericani non avevano neanche la più remota possibilità di marcare una meta, basta vedere l’incapacità della gestione delle touche canadese, ma l’approccio morbido dell’ultimo quarto abbondante di gioco non mi è sembrato consono al mondo All Blacks.

Foto d’archivio. Corona RP.

Oh, scusatemi, non ero abituato a vederli sbagliare così tanto. Non sono loro gli squali che non mollano mai la presa? Non sono loro i marziani capaci di non aver mai un calo di tensione e intensità? Non sono loro i migliori? Ovviamente non devono dare delle giustificazioni a me. Ci mancherebbe. Mi chiedo solo se qualcuno nello staff tecnico tirerà le orecchie ai fenomeni dalla felce argentata o se si sorvolerà su questo aspetto secondario, giustificandolo con il fatto che si arriva dallo scontro col Sudafrica, che sabato dopo solo quattro giorni si giocherà con la Namibia, che la competizione è ancora lunga e bisogna dosare le energie, mentali e fisiche, per poter arrivare fino in fondo.

Poi, tra l’altro, può essere che io non ci abbia capito nulla. In tal caso non fate le spie andando a dire che i Pirati hanno criticato gli All Blacks, sennò poi me li trovo a bussare alla porta di casa.


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