
Di Emy Forlani e Il Prof
Che tutti gli sforzi della Nuova Zelanda sono rivolti all’ennesima conquista della Rugby World Cup lo sanno tutti. E anche che non avrebbero vinto questa edizione del Rugby Championship ce lo si poteva aspettare. Ma la Bledisloe Cup fa gola agli All Blacks, o almeno così aveva detto Hansen. E intanto sono sotto 1-0. È un duro colpo quello patito da Read e i suoi. Terzi nel Championship, molli sulle gambe, incapaci di reagire. Sotto contro i Wallabies, i quali denotano una netta crescita rispetto alle uscite precedenti, in particolar modo se li mettiamo in confronto con l’esordio stagionale in casa Springboks. Un duro colpo che sarebbe potuta diventare una mazzata bella e buona se il Galles avesse vinto in casa degli inglesi nel test match pre-mondiale di domenica pomeriggio. I Dragoni avrebbero infatti potuto scavalcare nel ranking i tuttineri, salendo vertiginosamente in testa alla classifica globale alla vigilia della bagarre giapponese. Il risveglio kiwi è da hangover potente. Storditi, calpestati, malmessi. Sono tornati coi piedi per terra. Il che potrebbe essere pericolosissimo per tutti. Qualcuno si ricorda l’incazzatura tuttanera in quel di Roma lo scorso autunno dopo la partita persa a Dublino? Ecco… L’Australia invece butta qualche tassello, anche dal punto di vista del morale interno, per poter sperare in una kermesse iridata di buon, se non eccellente, livello. Cosa che fino a solo un mese fa sembrava veramente difficile da prospettare.
Il Sudafrica passa sopra ai Pumas in terra Argentina e, superato un periodo nerissimo della sua storia ovale, conquista il “mini” Championship 2019 e va verso la RWC con in mano ottime carte.
Per gli Springboks, vittoria anche nella partita degli inni: il pur bello, sempre emozionante e sentito inno argentino se la gioca ma alla fine perde contro il magnifico e multilingue “Nkosi sikelel’ Afrika“.
Nonostante la crescita e il progetto in atto, che ha riportato e tiene a casa i giocatori migliori facendoli giocare nella franchigia dei Jaguares, quest’anno storica finalista del Superugby, la Nazionale biancoceleste fatica ancora a raccogliere frutti, ovvero vittorie.
Oltre al risultato, ben poco da dire anche su quanto visto in campo: i sudafricani, dopo una fase di partita in equilibrio (13-14 al 30′), hanno chiuso il primo tempo con la meta del 13-24 e hanno poi dilagato fino al 13-46 finale, aiutati anche dalla quantità di falli loro concessi dai padroni di casa e dalle loro difficoltà a concretizzare le azioni d’attacco, mischie incluse.
Questo è accaduto nel giorno in cui l’Australia, quella squadra data come in crisi e alla ricerca d’identità, ha spazzolato gli All Blacks 47-26, con condimento di un cartellino rosso a Scott Barrett. Direi che l’identità l’hanno trovata…!
Risultati round 3
Australia – Nuova Zelanda 47 – 26
Argentina – Sudafrica 13 – 46
Classifica finale TRC 2019
Sudafrica 12, Australia 8, Nuova Zelanda 7, Argentina 2.
