SI PUO’ FARE DI PIU’

Questo primo test match pre-mondiale dell’Italia arriva quando siamo tutti in vacanza. C’è chi è sotto l’ombrellone e chi invece, come me, è in ritiro familiare nell’alta montagna valdostana e si gode il match in diretta sulla Rai, dalla quale speriamo in buone notizie anche per quanto riguarda i diritti delle partite della RWC. Tra cespi d’insalata della contadina sotto casa, letture interessanti, birra e sole. E mi scuserete se non sono riuscito a mettere subito online questo articolo, ma devo cercare la rete internet girando per i campi e le vacche che pascolano.

La partita altro non è se non la (quasi) ultima occasione per molti di mettersi in mostra agli occhi di O’Shea e staff, al fine di strappare un biglietto per l’aereo che porterà 31 dei nostri beniamini in Giappone. Deadline: il lunedì dopo la partita a San Benedetto del Tronto contro la Russia. E da quel che sembra anche Schmidt è in vena di esperimenti, vista l’Irlanda arrugginita del primo quarto d’ora, che ci concede diversi calci di punizione in zona rossa fino alla meta di Mbanda. Ma alla prima accelerazione le mani veloci di Farrell ci puniscono: Carbery segna e converte. Vantaggio azzurro (o blu? devo rivedere le impostazioni del colore della televisione?) che dura poco meno di cinque minuti. Ma il ritmo basso ci aiuta. Al 20′ l’asse Bisegni-Canna permette alla nostra apertura di schiacciare un facile nuovo vantaggio: 7-10. Ma ogni occasione si trasforma in meta. Così dopo un’ingenuità di Fabiani scaturisce la meta all’ala di Kearney, convertita da Carbery e dopo un abile lavoro degli avanti irlandesi, che mangiano e assorbiscono la difesa italiana, dall’altra parte del campo schiaccia Convey. Prima frazione sul 19 a 10 per i padroni di casa.

Nella ripresa inizia l’ovvia e aspettata girandola di cambi. Occhi puntati su Zani a tallonatore, che deve dare sicurezze nel secondo ruolo al nostro tecnico, in vista di un possibile e mai augurato non recupero del Ghira. Alla fine è buona la sua prestazione. Irlandesi che marcano quasi subito la quarta meta da maul avanzante, ma che devono salutare Carbery, che esce poco dopo in barella per un trauma alla caviglia. E poi esordisce Braley, equiparato del Gloucester, campione del mondo under 20 con gli inglesini qualche anno fa. Alcuni di noi si domandano: ma non si trovano altri mediani di mischia autoctoni? Fatto sta che il pallone esce più lesto e sembriamo essere più efficaci. Sarà l’età. Match spezzettato e non appassionante, com’era naturale aspettarsi. Fuori il venticello fresco alpino muove le fronde e cattura l’attenzione. A un tratto McKinley si fa contrarre un calcio di liberazione da Marmion, che segna facile. Poi di nuovo il nulla o quasi, fino al fischio finale.

Alcune riflessioni sui nostri ragazzi. Male Tuivaiti all’inizio, con un in-avanti alla prima mischia, ma poi sale in cattedra con diversi bei placcaggi a fermare il primo ricevitore irlandese. Palazzani non in palla e lentino, cosa già evidenziata nello scorso Sei Nazioni. Canna imperfetto al piede, che sarebbe la sua specialità, quasi intimorito dall’in or out che lo interessa. Il nostro 10 prova a inventare e ci servirebbe la sua fantasia, ma raramente è decisivo. Bene Zanni con esperienza. Minozzi era infortunato ed è stato inaspettatamente buttato in campo fin dall’inizio a causa del forfait di Zanon? Non ci sembra affatto intimorito, bravo ragazzo. Speriamo che invece il giovane centro di Treviso possa recuperare in fretta. Benvenuti corre bene e gioca meglio: O’Shea l’avrà visto di sicuro. Licata lotta, ma il piede no, grazie. Negri sarà titolare: lo confermiamo ancora una volta.

Manca ancora un po’ di gamba ai nostri giocatori. Se tutto si fosse fatto al doppio della velocità saremmo stati veramente fenomenali. Ma siamo al 10 di agosto. Manca un mese e più al nostro esordio nipponico. Ci sta un po’ di pesantezza nelle gambe. E occhio: gli irlandesi come altri sono al nostro stesso momento di preparazione. E il divario tra noi e loro resta di 19 punti. Finisce 29-10 per i padroni di casa.

Cose da sistemare. I calci avversari dietro la nostra linea di difesa ci fanno sudare non sette ma cento camicie. La mischia chiusa deve essere rivista, Quaglio a sinistra sembra patire più dell’esordiente Riccioni a destra. Ci vorrebbe anche più concretezza nei punti d’incontro, per accelerare l’uscita dell’ovale e favorire il gioco alla mano dei nostri trequarti. E nella difesa del pallone siamo sempre stati tre contro un contendente irlandese.

Come valutare nel complesso, da tifosi e da pirati, questa prima uscita di capitan Budd e compagni? Si può fare di più. Anche senza essere eroi. Ecco. Fischiettatela pure voi.

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