di Giulia Mastromartino

In un uggioso pomeriggio primaverile ho fatto due chiacchiere al telefono con Stefan Basson, l’estremo sudafricano, ex Western Province, ex Bulls, ex Rovigo e attualmente in forza a I Medicei, che sabato a Firenze nell’ultima di regular season del Top 12, davanti a una platea variegata e commossa, ha disputato la sua ultima partita da giocatore segnando due mete e trasformandone una.
Un giocatore eccezionale ed una persona deliziosa, che ha il dono di parlare sempre con chiarezza ed onestà.
Ciao Stefan, grazie per la tua disponibilità, immagino che queste giornate siano particolarmente piene.
Sì, sabato è stata una giornata bellissima ed emozionante, davanti ad uno splendido pubblico, alla mia famiglia e ai miei amici, non potevo chiedere di più, ho anche segnato due volte (ed è andato molto vicino alla terza, ndr).

Una carriera così lunga e piena di soddisfazioni conclusa nel migliore dei modi, quali sono gli episodi più significativi che la rappresentano?
Diciamo che se penso a tutti gli anni che ho giocato e a tutto quello che ho vissuto, sono due gli episodi che mi vengono in mente per primi: la finale a Dubai con la nazionale Seven sudafricana contro la Nuova Zelanda e lo scudetto con Rovigo nella stagione 2016/2017.
Ecco, parlando della tua carriera c’è una cosa che mi ha incuriosito: com’è possibile che un giocatore affermato, che milita nel campionato di un paese dove il rugby ha una valenza ed una visibilità molto alta come il Sudafrica, ha deciso di trasferirsi in Italia dove la realtà è decisamente differente?
(Ride) Nel 2007 dopo la vittoria dello scudetto, sono venute delle persone a vedermi e sono stato avvicinato dall’allora tecnico Massimo Brunello che mi ha proposto di venire in Italia. Ho fatto un anno, poi sono tornato via e ci sono tornato nel 2008 per un altro anno. A fine contratto mi hanno proposto un triennale e così via fino al 2017 (altra risata).
E in tutti questi anni non hai mai pensato o non ti hanno mai chiesto di entrare a far parte della rosa della nazionale italiana?
Sì, me lo hanno chiesto ma era complicato. Per esempio, tra le altre cose, dovevi essere sposato da almeno due anni mi sembra. Sì, è vero che io e Laura stavamo insieme già da tanti anni, ma io avevo anche già vestito la maglia della nazionale Seven sudafricana e così non ho fatto niente.
E poi sei approdato a Firenze quando I Medicei avevano conquistato l’Eccellenza. Dopo queste due stagioni come ti sembra adesso la realtà fiorentina?
Sì, I Medicei mi hanno offerto la possibilità di fare anche il tecnico. Qui a Firenze c’è ancora molto da fare, ma quest’anno è stato molto positivo, siamo sulla buona strada per consolidare i risultati.
Quindi il prossimo anno avrai finalmente la possibilità di essere il vice di Pasquale Presutti e poi?
E poi mi piacerebbe fare l’allenatore di un club.
Ed infine l’ultima domanda di rito qual è il giocatore più pirata che hai incontrato nella tua carriera?
(Altra risata) Il mio roommate – come si dice in italiano? – di Rovigo, terza linea Schalk van der Merwe.
E qui a Firenze chi è?
(Scoppia a ridere letteralmente) Scrivi per favore, Dan Newton.

Come non accontentarlo dopo tutte queste risate? E se è vero com’è vero che il progetto di Firenze è ambizioso e che il sesto posto di quest’anno era il traguardo minimo, seppur ambizioso, che la compagine biancoargentorossa si era posta, allora è lecito supporre (magari anche sperare per chi come me è pure tifoso gigliato), che il presidente Lucibello non si faccia scappare un’occasione così ghiotta per far fare ai suoi quel definitivo salto di qualità e gli proponga, per le prossime stagioni, la direzione del gruppo e il ruolo di capo allenatore.
Ed infatti la proposta è arrivata, anzi a dirla tutta e per bene, era già sul piatto mentre parlavamo tranquillamente dei fatti nostri. Il club gigliato ha proposto a Basson di sostituire Pasquale Presutti per le stagioni 2020/2021 e 2021/2022. Una scelta non facile e da ponderare bene; e ieri sera (3 maggio, ndr), è arrivata anche la risposta del nostro estremo, che sarebbe molto interessato a portare avanti questo progetto. Dico nostro per estensione della cittadinanza, d’altronde se oltralpe possono dare del francese a Leonardo Da Vinci, io posso dare del fiorentino a Stefan Basson, almeno per i prossimi tre anni.
E da Firenze tanti baci avrai.
