6 Nazioni – Resoconto giornata 5

È finito il 6 Nazioni 2019. Ha vinto il Galles che con una forza e una determinazione incredibili ha sconfitto tutte le altre pretendenti al titolo. Un Grande Slam senza punti di bonus. Un Grande Slam che non ha avuto bisogno di un numero incredibile di mete. Si è fatto quel che si doveva fare. E lo si è fatto bene. Ripercorriamo insieme quest’ultimo turno del torneo più bello del mondo.

La fortuna aiuta gli audaci ma non Marco Zanon

Italia-Francia 15-24 (0-4)

La prima partita, quella tra i nostri Azzurri e i Blues di Francia, non metteva in palio sostanzialmente nulla oltre all’orgoglio e all’onore di non rimediare, oltre al già scontato Cucchiaio di legno, anche il Whitewash, ossia il rimanere piantati al palo della classifica con zero punti. Per i francesi si trattava di una possibilità per uscire dalla crisi, ormai sempre più grave, del proprio movimento e, ahinoi!, l’hanno colta pur senza brillare. O per dirla meglio: l’Italia, con i suoi troppi errori nei momenti determinanti, gliel’ha fatta cogliere. Due mete sfumate per un in-avanti già praticamente in area di meta, con la seconda che ha visto uno straordinario Penaud operare di precisione manco fosse un orologiaio per far cadere quel pallone di mano a Zanon. Un palo clamoroso che ha ricacciato indietro i sogni di gloria, sempre all’esordiente di Bassano del Grappa Zanon. Gli errori al piede, che ci hanno fatto lasciare più di qualche punto per strada. Qualche liscio in difesa, che ha permesso le corse di Ntamack, Huget e compagnia bella. E la partita che ha visto una sola squadra in campo è così finita con le lacrime del leone Ghiraldini e l’amara palma di man of the match a Parisse, il più forte dei perdenti, come l’hanno sovente appellato in tutto il resto del mondo. Certo che una vittoria non avrebbe cambiato le sorti del rugby italiano. Non è che vincendo questo sabato avremmo vinto il 6 Nazioni. Non avremmo, probabilmente, neanche incrementato le nostre possibilità di superare la pool mondiale, che ci vede terza forza dietro quei mostri sacri degli All Blacks e del Sud Africa. Ma, per una volta, dopo 21 partite perse di fila nel 6 Nazioni, dopo una striscia di sei match persi dopo la Georgia, dopo solo sette vittorie in tutta l’era O’Shea… forse vincere non avrebbe fatto così tanto schifo.

Sovracoperta: Penaud, chirurgico.

Sottocoperta: Allan, inceppato.

Galles campione!

Galles-Irlanda 25-7 (4-0)

A seguire la partita decisiva, quella nella quale si sono decise le sorti dell’intero torneo. Vincendo il Galles ha blindato il bottino, levando ogni speranza alle concorrenti. Quella di Cardiff è stata la partita della consacrazione per i Dragoni, i quali, nonostante le poche mete nel torneo l’hanno fatta da padroni, portando a casa il titolo con la ciliegina del Grande Slam. I Gallesi scendono in campo motivati e concentrati, lo si evince dagli occhi del capitano Alun Wyn Jones, che si rende protagonista di innumerevoli cariche sin dai primi minuti nei confronti di un team irlandese troppo molle rispetto a quanto era riuscito a dimostrare nel 2018. Jonny Sexton non brilla, come nemmeno il reparto dei trequarti. Qualche pensiero lo creano, ma le cose sono messe in chiaro fin da subito dagli uomini di Gatland. Partenza shock e fiammata del Dragone: meta con calcetto all’ala dopo solo 60 secondi di gioco. I Dragoni vogliono questo trofeo e macinano gioco, riuscendo poco alla volta a mettere punti sul tabellone con il piede di Anscombe. Gli irlandesi non ci stanno e provano a far breccia, ma la difesa di casa, come dimostrato più volte nel corso degli ultimi due mesi, si dimostra impenetrabile. Fine primo tempo: 16 a niente per i padroni di casa. Nella ripresa gli irlandesi tentano ancora di mettere sotto pressione gli avversari ma con scarsi risultati, riuscendo solo a evidenziare la lucidità e la freddezza della fase difensiva gallese, terreno di scontro sul quale i campioni di questa edizione hanno dimostrando a tutto il mondo che probabilmente non hanno eguali. Mente i folletti azzardano i gallesi respingono gli assedi, fino al fischio finale. Quello della liberazione e della felicità. Dell’orgoglio di una piccola regione britannica che si ritrova in cima al mondo ovale.

Sovracoperta: Jones, eroe.

Sottocoperta: Sexton, irriconoscibile.

Farrell sbaglia sport (di nuovo) e Jones incredulo.

Inghilterra-Scozia 38-38 (3-3)

E infine, quando ormai tutti pensavano che il 6 Nazioni fosse finito, ecco che gli dèi ovali tirano fuori dal cilindro quella che, senza dubbi, è stata la partita più bella di tutto il torneo. Esausti dalla lunga giornata di poco movimento (birra-divano-bagno-frigo-divano-pausa siga in loop) in nostro aiuto accorre un caro amico, non proprio appassionato di sport in generale, ma che all’esortazione “Dai vieni, c’è il rugby in TV e la birra nel frigo!“, non ha saputo resistere. Inizia Inghilterra-Scozia, il primo tempo dominato dagli inglesi (31-7) rende l’incontro a senso unico, tanto da far uscire dalla pancia frasi del calibro: “Dai sappiamo già come finisce, piuttosto mettiamo un film” o “Usciamo a fare un giro, che poi andiamo a mangiare fuori“. META DELLA SCOZIA. META DELLA SCOZIA. META DELLA SCOZIA. META DELLA SCOZIA. META DELLA SCOZIA. Gli Scozzesi ribaltano la partita con 6 mete di fila, il tabellone segna 31 a 38 in loro favore. Farrell inizia a placcare a spalla chiusa anche le portiere delle macchine vicine allo stadio, Eddie Jones regredito a organismo unicellullare ha la stessa espressività di una lavastoviglie, il nostro amico improvvisa una danza di ringraziamento al Divino Ovale per essere rimasti incollati allo schermo e essersi ricordato di accendere per tempo il forno per le pizze surgelate. A tempo scaduto gli inglesi tirano fuori tutta la grinta, la ferocia, la cattiveria e tutto il rugby che hanno in corpo, riuscendo a evitare la sconfitta. Il pareggio però non basta per riprendersi la Calcutta Cup, che rimane in Scozia. Almeno la Regina non manderà i suoi uomini a letto senza cena, rei di aver mollato il timone della gara alla Scozia, che ha regalato agli appassionati del mondo ovale la rimonta più clamorosa nella storia del Sei Nazioni. Questo è il rugby. E colpisce quando meno te l’aspetti. Anche dopo un’intera, devastante, giornata di birra-divano-bagno-frigo-divano-pausa siga.

Sovracoperta: Graham, freccia impazzita.

Sottocoperta: Farrell, rugby league man.

Classifica: Galles 23, Inghilterra 18, Irlanda 14, Francia 10, Scozia 9, Italia 0.

Trofei assegnati:

Vincitore: GALLES, con Grande Slam

Auld Alliance: FRANCIA

Calcutta Cup: SCOZIA

Centenary Quaich: IRLANDA

Trofeo Garibaldi: FRANCIA

Millennium Trophy: INGHILTERRA

Cucchiaio di Legno: ITALIA, con Whitewash

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