6 NAZIONI 2019 – Giornata 4

Finalmente di nuovo grande rugby. Profumo ovale alle nostre finestre, come di torta appena sfornata. Godiamoci un assaggio di quello che sarà questo quarto weekend di 6 Nazioni.

Si comincia sabato pomeriggio, con la partita che potrebbe permettere ai Dragoni gallesi di iniziare a scrivere il proprio nome sull’albo d’oro della competizione. A Edinburgo gli scozzesi avranno l’arduo compito di infrangere i sogni di Alun Wyn Jones e compagni, dimostrando la propria testardaggine e caparbia volontà di non sottomettersi a nessuno e facendo ingoiare un boccone amaro agli avversari. Ovviamente il Murrayfield non è un luogo consono alle passeggiate negli ultimi anni, questo lo san tutti, ma per la squadra di Gatland una vittoria potrebbe far continuare il sogno Grande Slam. Nell’anno dei mondiali per di più. Questo vorrebbe dire presentarsi in Giappone con un biglietto da visita non indifferente. Un’etichetta da ossi duri tatuata addosso. Ossi durissimi. Se tra gli uomini di Townsend torna dopo il protocollo anti-concussion Russell e viene preferito Ali Price a capitan Laidlaw come uomo di mediana, dal lato ospite si conferma il XV pazzesco che ha sconfitto gli inglesi due settimane fa a Cardiff. Squadra che vince non si cambia. Ricordandosi sempre dell’intelligenza tattica di Gatland, capace di dosare e cambiare i suoi uomini sempre al momento giusto per ribaltare l’inerzia del match o per chiudere i conti: vedi Biggar per un ottimo Anscombe nella ripresa contro l’Inghilterra, scelta azzeccatissima, o l’ingresso di capitan Jones nel momento di difficoltà romana. Questo Galles è diventato davvero grande. Ora deve dimostrare maturità.

A seguire il match che ci vede protagonisti. Inghilterra. Twickenham. L’unica formazione del Nord del mondo che non abbiamo mai sconfitto. Una compagine dura e adirata dopo la bruciante sconfitta contro il Galles. L’Italia giunge da una sconfitta onorevole (questa volta sì) contro gli irlandesi e l’idea di ripetere un match come quello di due anni fa stuzzica l’idea di tutti. Eddie Jones cambia un terzo del XV titolare rispetto a Cardiff: scelta tecnica mista a un po’ di turnover, ma tranquilli, quelli che entrano non sono avvelenati come vipere, figuratevi. Per gli inglesi è obbligatorio vincere e prendere il bonus per rimanere col fiato sul collo ai gallesi e, nella speranza di un loro passo falso, ribaltare la classifica e aspirare ancora al titolo finale, malgrado il Grande Slam sia sfumato. È una grande Rosa, un po’ sfortunata per le perdite patite in corsa (Mako Vunipola, Itoje, Lawes), ma comunque una squadra che fa paura. Gli Azzurri non hanno nulla da perdere, anzi. Per la prima volta la coperta, specialmente tra gli avanti, non sembra più così tanto corta, tant’è che qualcuno borbotta nel vedere il rientrante Polledri solo in panchina, malgrado il ritorno di capitan Parisse a numero 8. Siamo felici di questo. Davvero tanto. Forse siamo ancora galvanizzati dalla sconfitta con gli irlandesi: ma in questa antitesi vogliamo crogiolarci ancora un po’ e sognare un cielo azzurro sopra Londra.

Domenica l’Irlanda deve vincere. Gioca in casa, a Dublino. Deve vincere per continuare a sperare nel trofeo. Deve vincere per continuare a essere l’anti-All Blacks. Deve vincere per il suo pubblico. Per la sua credibilità. Per il suo orgoglio. Questa Irlanda è chiamata ora alla prova del nove: dopo la deludente sconfitta in casa contro gli inglesi e due partite vinte senza impressionare in Scozia e in Italia, ora Best e compagni sono obbligati a convincere oltre che a vincere. Dall’altra parte però arrivano i francesi. I Galletti non muoiono mai: quando sembrano con un piede nella fossa, vedi la scoppola rimediata nel secondo turno a Twickenham, si risvegliano come dei morti viventi e ti azzannano alla gola, producendo un gioco stellare e capace di rimbambire pubblico e avversari, come nella stupenda vittoria contro gli scozzesi dell’ultimo turno. I Quadrifogli possono contare sui rientranti CJ Stander e Ringrose, mentre Brunel conferma la trazione giovani, con diversi uomini da pochissimi caps sparsi nei vari reparti. Una sconfitta in casa sarebbe la seconda nel torneo per gli irlandesi, cosa che non succede da vent’anni, quando ancora c’era il 5 Nazioni. E questo sarebbe davvero inammissibile per loro. Se Guirado e i suoi riuscissero nell’impresa scaraventerebbero i Tuttiverdi in un abisso terribile.

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