
Questo articolo lo scrive un uomo, maschio. Uno di quelli col pisello, per intenderci.
Oggi è la festa della donna. Non dobbiamo ricordarci delle donne solo oggi, ma ogni singolo giorno dell’anno. Mille volte lo sentiamo dire. Quasi mai ci pensiamo. Ancor più di rado lo facciamo. Per un sito di sport come il nostro, per di più, parlare di sport femminile vuol dire andare incontro a stereotipi talmente fossilizzati e incancreniti nella mente dell’italiano medio da risultare semplicemente stucchevoli. Le donne corrono meno. Le donne sono meno forti. Le donne giocano ai due all’ora. Ma ancora: veder giocare le donne è noioso, mamma mia che spreco di tempo, queste qua dovrebbero solo stare in cucina.
Ecco, questo è il livello medio dello sport femminile italiano. E limitiamoci solo allo sport, perché per tutto il resto basta questo video, che rappresenta in pieno, e con ironia, qual è la situazione contemporanea nel nostro stivale.
Per fortuna noi giochiamo a rugby. Noi viviamo dove l’orizzonte non è piatto, come molti encefalogrammi, ma ovale. E soprattutto quest’anno nell’Italia a forma ovale il parlare di donne deve essere non solo obbligatorio perché ce lo impone la ricorrenza dell’8 marzo, ma anche e perché noi, uomini maschi medi italiani, delle nostre donne ci vantiamo. Lo dimostra il fatto che qualcuno ai piani alti si è accorto di loro, perché l’Italdonne mai come quest’anno ci fa sognare, ci fa trepidare, ci fa sperare in un movimento che ci ha sempre, purtroppo, abituato ad alti e bassi. Queste ragazze vincono, convincono, lottano. Sesso debole? Prendetevi un placcaggio da Giada Franco e poi ne riparliamo. Gentil sesso? State dietro il ritmo della Barattin e vediamo se avrete ancora fiato per parlare.
Così siamo al quarto turno del 6 Nazioni rosa e l’Italia di Andrea Di Giandomenico è seconda. Due vittorie con Scozia e Irlanda (pazzesca prima volta) e un pareggio col Galles. 12 punti in classifica, tre meno delle inglesi e uno più delle francesi, le due ultime, fortissime compagini avversarie da affrontare. Il primo appuntamento è per domani (sabato 9 marzo, ndr) a Sandy Park alle 13.05. C’è bisogno di dirlo che saremo tutti lì a far il tifo e a sognare un evento storico? E comunque vada, sarà un successo, perché l’orgoglio italiano non è del sesso debole, non è del sesso di serie B, ma è di una nazionale con due palle così. Non è una questione di sesso, ma di attributi.
