6 Nazioni 2019 – Giornata 2

Al secondo appuntamento con il 6 Nazioni è già giunto il momento, per diverse squadre, di giocarsi il tutto per tutto. Sia per chi vuole vincere, sia per chi vuole fare bene, sia per chi non vuole sfigurare.

Si parte con Scozia-Irlanda sabato pomeriggio. Gli scozzesi arrivano dalla passeggiata contro gli Azzurri e, con la fortuna del doppio impegno casalingo e la sicurezza di aver già 5 punti in classifica, hanno sicuramente avuto meno pressione nella preparazione del match rispetto agli avversari. Questa Scozia probabilmente non è da primo posto ma, sicuramente, provare a mettere il bastone tra le ruote ai Folletti, come fecero lo scorso anno con gli inglesi, potrebbe catapultarli verso la parte alta (o altissima) della classifica. Oltre a dar loro la possibilità di approcciarsi con ben altra mentalità e sicurezza alla preparazione del mondiale giapponese. Dall’altro lato gli uomini di Schmidt raramente negli ultimi anni hanno sbagliato due partite di fila e, se è vero che è meglio girare al largo da una bestia ferita, noi non vorremmo essere nei panni degli scozzesi. D’altronde ci siamo da poco passati con gli All Blacks. O, per meglio dire, sono loro che sono passati su di noi. Incognita del match è l’assenza di Stander, sempre tra i migliori in campo, anche se la panchina lunga in tutti i reparti permette a Schmidt di cambiare e sperimentare molto dopo la batosta di Dublino. Osservati speciali le due aperture: Russell deve dimostrarsi capace di continuità, Sexton deve relegare nella casualità le ombre della scorsa settimana.

A seguire l’esordio tra le mura casalinghe dell’Olimpico per l’Italia di Parisse, che ospiterà i Dragoni gallesi. Galles che deve riscoprirsi capace di mettere due vittorie in fila una all’altra e, per loro, non potrebbe esserci occasione migliore se non quella di fare bottino pieno a Roma. Questo li farebbe schizzare nella parte alta della classifica e darebbe loro aspirazioni per giocarsela con l’Inghilterra per il primo posto finale. Questo Galles sa giocare, ma forse non sa ancora di saper giocare. Per mantenere l’aforisma socratico: nel momento in cui sapesse di saper giocare sicuramente saprebbe giocare ancora meglio. La speranza è che O’Shea e i nostri dal canto loro si siano stufati di esser gli zerbini della competizione e vogliano vendere cara la pelle. O vogliano tirare fuori le palle. Ditelo come volete. Onestamente? Racimolare un punto di bonus potrebbe trasformarsi in una prestazione positiva. Per fortuna siamo rugbisti e andiamo sempre in sostegno, altrimenti sostenere questa nazionale si potrebbe dire che è diventato davvero complicato.

Infine domenica pomeriggio l’ultimo incontro del turno, fra i delusi Galletti e i ringalluzziti inglesi. A Twickenham andrà in scena la rivincita di quello che lo scorso anno fu il match che inabissò la Rosa al penultimo posto. Brunel, dopo la cocente sconfitta casalinga in rimonta contro i gallesi, compie scelte che lasciano un po’ di amaro in bocca ai supporter transalpini, anche se conferma il carisma del capo allenatore e il suo tirare dritto per la sua strada. Proprio per questo era anche amato e odiato in Italia. Restano fra i titolari Huget e Vahaamahina, autori dei due erroracci che hanno regalato due mete a Parigi, mentre ritrovano spazio Bastareaud e Fickou, a discapito di Ntamack, in panchina, e Fofana, nemmeno convocato, anche quando i due trequarti si erano dimostrati tra i migliori nella prima uscita. Per Eddie Jones invece si tratta solo di confermare il XV corsaro in Irlanda, lanciando Ashton dal primo minuto e sostituendo l’infortunato Itoje. Da non perdere questo incontro per due motivi: le due nazionali che fondano il proprio gioco sulla capacità dei propri bull carrier di avanzare oltre la linea del vantaggio si fronteggeranno in un vero e proprio scontro tra titani; inoltre la vittoria della Francia potrebbe creare scenari di classifica molto interessanti. Ancor di più se, oltre alla vittoria francese, arrivasse anche quella italiana, che porterebbe tutte le nazionali dopo due partite ad avere una sconfitta e una vittoria in saccoccia. Noi sogniamo ancora. E voi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *