Pirates History Time – Henry Morgan from Wales

Pirates history time – Henry Morgan from Wales

Hari, in gallese, nacque a Llanrumney nel 1635 da genitori contadini dei dintorni di Cardiff, ma con zii immanicati nelle sfere alte del rugby celtico, che gli sarebbero stati fondamentali per il successivo sviluppo nella carriera corsara.
Ragazzo irrequieto decise di seguire dall’altra parte del mondo lo zio Edward, che durante la guerra civile inglese aveva ben pensato di farsi da parte e salpare per le Americhe in cerca di fortune. Il nipote, che aveva imparato a trainare l’aratro al posto dei buoi a casa, sarebbe potuto tornare utile come carne da macello negli indispensabili pick&go a ridosso della linea di bottino nelle scorrerie contro gli spagnoli, che dominavano le acque caraibiche.
Il nostro giovane ragazzo disse di sé, presentandosi a bordo di una nave, che era gallese e più aduso alla picca che ai libri, modo di dire arcaico che significava che non comprendeva il perché dell’uscita dal frontale quando un avversario lo si può abbattere. Non molto esperto nel campo della marina imparò in fretta e il suo brutto carattere fece il resto. Partecipò alla presa dell’isola della Giamaica, guidando magistralmente una rolling maul dalla metà campo fino in meta, sordo ai richiami del suo mediano di mischia che voleva invece, stupidamente, aprire il gioco.
Proprio dalla Giamaica e i suoi governatori ricevette molti incarichi, poiché malgrado la corona inglese fosse contraria alla pirateria, specialmente nel periodo di pace accordato con gli spagnoli, i giamaicani si consideravano un po’ gallesi e, dato che in quegli anni non era cosa picchiarsi con gli inglesi, almeno prenderli in giro, non ascoltarli e far qualche test match con le selezioni oltremare spagnole era d’obbligo. Il nome del capitano Morgan, poi vice ammiraglio, è legato alla presa dell’isola spagnola di Providence, che fu scelta come ripiego dopo gli ordini di attaccare degli olandesi di fascia Tier 3. Morgan e il suo ammiraglio Mansveld volevano un avversario degno del loro peso e scesero in campo ancora una volta contro gli spagnoli, i quali del tutto impreparati, vennero sconfitti per 8 mete a 1. Addirittura il nostro Morgan, per la prima volta nella sua carriera tentò un grabber, con scarsi risultati. Providence venne nominata regno dei Pirati, con il beneplacito della Giamaica e il suo governatore, ma la natura del bucaniere è sbarazzina e instabile e gli ispanici non impiegarono molto tempo a riprendersi l’isola. Altra grande impresa fu la conquista di Portobello, che vantava la prima linea più pesante dei mari e che lui, grazie alla sua cocciutaggine ed esperienza riuscì a sconfiggere e depredare, banchettando coi suoi in città per tutto il terzo tempo, che si prolungò per due mesi e gli valse 200 mila pezzi da otto.
Nella fase finale della carriera, quando ormai i campi e la pirateria erano diventati scomodi per gli acciacchi e i chili di troppo che ogni buon pilone mette su al termine delle attività agonistiche, si dedicò alla politica, non facendo sconti anche ai suoi ex compagni, più volte arrestati poiché appunto corsari illegali. Il suo voltagabbana gli procurò il titolo di governatore della Giamaica ma, come si cantava allora: “il rum e il diavolo han fatto il resto” e il 25 agosto 1688 sir Henry Morgan passò la palla per colpa della cirrosi epatica che lo aveva consumato.

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