OMBRELLONE OVALE NUOVAMENTE ZEBRATO

Mentre il nostro ombrellone resta piantato in Emilia ho deciso di fare un’altra eccezione e sono tornata alla cittadella del Rugby a Parma, questa volta per invitare sulla nostra sdraio un altro giovane approdato in Pro14 dalla Top12. Pierre Bruno, genovese, classe 1996, ala, fresco di titolo italiano con Calvisano, stile, classe ed eleganza nonostante la giovane età.

Ciao Pierre, grazie della disponibilità, so che avete una settimana di ferie adesso. Mi dici cosa deve assolutamente avere la tua vacanza?

Ciao, allora la mia vacanza deve avere, la mia ragazza [Jessica ndr], il mare, gli amici e il divertimento.

Adesso state andando al mare, ti porti qualche libro?

Sì, mi piace leggere anche se ho poco tempo, preferisco le biografie ai romanzi. Dalle storie degli altri riesci sempre ad imparare qualcosa.

Anche saggio questo ragazzo. E qui si è aperta una parentesi libraria con confronti su libri letti e da leggere e su come fare per trovare tempo da dedicare alla lettura.

Hai iniziato a giocare a rugby dopo aver provato altri sport, tipo il calcio, ma se tu non avessi fatto il rugbista cosa avresti fatto?

Forse avrei continuato col calcio.

Allora menomale – per noi – che tu abbia cambiato sport. Ride. Nonostante tu sia giovane hai giocato in più squadre, ti è mai capitato, magari all’inizio quando eri più giovane, di non voler essere scelto da qualche squadra?

Ma no dai. Io ho sempre giocato con entusiasmo dappertutto e adesso sono proprio dove voglio essere.

Festeggiamenti scudetto 2019 credit Alfio Guarise

Eh sì, adesso comincia una nuova avventura anche se la passata stagione eri un permit [Momento tutorial per chi non parla il rugbistichese: dicesi permit player un giocatore di club Top12 che viene dato in prestito ad un club di Pro14 per una o più partite], quest’anno almeno ad inizio campionato avrai un po’ più di spazio col mondiale no?

Sì, quest’anno spero di aumentare il minutaggio, l’anno scorso sono partito titolare ed è stata un’esperienza molto bella. Però quest’anno l’inizio è tosto davvero.

Già prima in casa contro i Dragons.

Sì, e la prima di campionato ad Edimburgo.

Non ripartiamo coi calendari che in questo periodo è tutta una polemica, inoltre la prima in casa vostra me la perderò perché coincide esattamente con la prima dei miei Medicei peraltro contro Calvisano.

E vincerà Calvisano.

Tu tu tu tu… galleria, scusa non ti sento più. Ops dev’essere caduta la linea. Jessica pronto? Che strano non sento più Pierre ma sento benissimo Jessica, ma tu guarda – e lui ride – cosa ridi ti sistemo io ora. Ecco lo sapevo gli ultras che abitano il mio condominio mentale hanno preso il sopravvento, un attimo li rinchiudo e torniamo all’ordine. Dicevamo.

Hai detto che ti piacciono gli sport estremi, ma per sport estremi cosa intendi?

Prima di arrivare qui alle Zebre mi piaceva fare snowboard, i tuffi dagli scogli, ma adesso non credo di poterlo fare ancora.

Ragazzo, questi non sono sport estremi, accompagnare la tua fidanzata il primo giorno di svendita da Jimmy Choo o da Gucci all’Outlet, quello è uno sport estremo. Anzi sai che si fa? Ora ci fisso io e ci andiamo così impari a fare il simpatico. Scusate mi sono scappati gli ultras un’altra volta. Aspettate che li lego. E mentre io cerco di ristabilire l’ordine sento una voce farmi eco delicatamente.

Sì, dai andiamo.

E magicamente anche i miei infoiati mentali si placano. Grazie Jessica.

Dove eravamo, sì agli sport estremi, anche portare le nipoti al concerto di qualche nuovo cantante è una prova di sopravvivenza. A proposito di musica, cosa ti piace ascoltare?

Allora in generale un po’ di tutto ma non disdegno il rock tipo i Red Hot Chili Peppers – Deo Gratiasalmeno te mi alzi la media della cultura musicale.

E mentre sei in vacanza riesci a rilassarti un po’?

Sì, per me staccare soprattutto mentalmente è fondamentale, il che può anche significare non allenarsi, ma lo stacco deve essere necessariamente di testa.

Mentre invece col cibo come andiamo?  Segui qualche dieta particolare?

Ma no dai sto attento sì, ma nessuna dieta in particolare. Poi da quando sono a Parma io e la mia ragazza conviviamo (lo ammetto qui mi sono emozionata, quasi commossa) e la maggior parte delle volte cucina lei, anche se cucinare piace anche a me.

È vero che il rugby è uno sport per tutti?

Sì è vero il rugby è inclusivo ed è alla portata di tutti, ma è altrettanto vero che non tutti possono arrivare a praticarlo da professionisti. Io per esempio sono uno dei più piccoli [fisicamente parlando] quindi devo lavorare bene nel mio ruolo.

Se tu fossi convocato in nazionale hai un qualche fioretto o un rito scaramantico da esaudire?

No nessuna scaramanzia. Ho imparato a lavorare sodo e a costruire tutto con gli allenamenti. Ma se dovessi essere convocato in nazionale sicuramente farei una gran festa perché l’emozione sarebbe enorme.

E sempre a proposito di gioco, meglio ottanta minuti da ala che?

Trenta da piloni. E ride.

Ma poveri piloni, ora poi con l’introduzione della nuova regola la 50/22 ne vedremo delle belle.

Non l’ho capita molto bene – figurati io – però sicuramente ci saranno degli impatti.

L’unica è giocare e vedere cosa succederà. Adesso ti saluto con la solita domanda di chiusura, qual è il giocatore più pirata che tu abbia mai incontrato sia come avversario che come compagno di squadra?

Eh, bella domanda, siamo tutti pirati sai. Però ti dico Matteo Minozzi sì lui su una nave dei pirati ci starebbe sicuramente bene.

E siccome mi ricordo le parole del coach Brunello ma, soprattutto, conoscendo il Pity direi che lo possiamo reclutare ed imbarcare sul nostro galeone.

Grazie a Pierre per la sua cortesia, la sua disponibilità di tempo e per essersi prestato ad una chiacchierata un po’ fuori dal solito; ma soprattutto grazie a Jessica per la sua cortesia, la sua simpatia e la sua gentilezza. La proposta per lei resta sempre valida.

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