
Il 6 Nazioni muove i primi passi ben 136 anni fa. Nel 1883, dopo alcune amichevoli giocate tra Inghilterra e Scozia, i paesi dell’allora Regno Unito decisero di dare vita ad un torneo chiamato International Champioship. Questa prima parte di vita del torneo vide il dominio della Scozia con 11 vittorie, seguita da Galles (8), Inghilterra ed Irlanda (5).


Questa formula si protrasse fino al 1910, anno in cui venne ammessa anche la Francia, con conseguente modifica del nome del torneo, che divenne il più ben familiare Torneo delle 5 Nazioni. Tale formula venne mantenuta fino al 1931, anno in cui la Francia venne estromessa perché accusata di professionismo nei campionati domestici (il rugby fu ufficialmente uno sport professionistico solo nel 1995). Questo embargo sportivo durò fino al 1939, ma il rugby internazionale si fermò quasi del tutto ancora per quasi un decennio, a causa della Seconda Guerra Mondiale. Si riprese a giocare solo nel 1947.
Gli anni dal 1947 al 2000 videro una crescente attenzione mediatica per il torneo. Infatti il business del mondo dello sport fece il suo corso con vendite di biglietti e diritti televisivi, fino a una concezione del rugby come realtà di intrattenimento per le masse, al pari delle altre discipline sportive. Non è un caso che nei paesi del 5 Nazioni il rugby è da sempre considerato sport nazionale al pari del calcio, mentre in Italia ancora oggi fatica a prender piede. Nel 1954 la Francia vinse il suo primo torneo (dopo ben 38 anni dalla sua ammissione!). Gli anni ’70 furono segnati dagli anni d’oro del rugby gallese e dalla instabilità politica del mondo anglosassone: l’edizione del 1972 non fu terminata perché Galles e Scozia si rifiutarono di giocare a Dublino per via dei disordini causati dall’IRA. L’edizione successiva fu la più strana di tutte: tutte e 5 le squadre vinsero due partite e persero due partite: unico caso di pareggio a 5, in cui tutte le squadre vinsero il torneo.

Il 2000 fu l’anno dello spartiacque: il Torneo delle 5 Nazioni divenne il moderno Torneo delle 6 Nazioni che oggi conosciamo grazie all’ammissione dell’Italia. Rilevante nella trattativa diplomatica fu la partita a Grenoble del ’97 (“Vaccari fa un po’ di confusione. Ed ecco che riparte… Vaccari… ovale per terra… è ancora la Francia a fare pressione sui nostri… Dominguez, Domingon ancora l’apertura per Pertile… si ferma per cercare aiuto dai propri compagni… ancora Vaccari guardate cosa riesce a fare! È Solo! Ancora Vaccari! Troncon! Cutitta! Croci!!! Che va a segnare la terza meta dell’Italia!!! – ma questa è un’altra bellissima storia che vi racconteremo a tempo debito). Un’Italia carica di aspettative, esordisce con il botto, vincendo 34-20 contro la Scozia campione in carica, in un Flaminio straripante di tifosi. La terrificante prima linea formata da Massimo Cutitta, Alessandro Moscardi e Tino Paoletti diede un forte contributo alla risoluzione del match. Prima linea che ancora oggi riecheggia nell’eternità. Nonostante questo inizio con il botto, l’Italia concluse a pari punti proprio con la Scozia in ultima posizione.

I primi anni 2000 vennero dominati dall’Inghilterra della definizione moderna del rugby: l’Inghilterra di Jonny Wilkisnon che arrivò poi nel 2003 a vincere anche il Mondiale, in quella finale che fu probabilmente la partita più tatticamente bella della storia del rugby. Successivamente il gioco veloce della Francia e quello furioso del Galles presero il sopravvento, mentre dal 2009 al 2011 si alternarono con una vittoria a testa Irlanda, Francia, Inghilterra. Infine dal 2012 al 2017 le doppiette di titoli per Galles, Irlanda ed Inghilterra, fino ad arrivare alla vittoria del 2018 dell’Irlanda-schiacciassassi del soldatino Johnny Sexton e dello stratega Joe Schmidt. Dominio dunque anglosassone dove la Franica patisce un ricambio generazionale troppo accentuato ed una folle politica di naturalizzazione di talenti isolani. Sull’Italia… che dire? Dopo un paio di annate come il 2007 anno in cui si ottennero per la prima volta due successi e una settima posizione nel ranking e che vide anche la nascita della difesa Blitz (sia benedetto Berbizer) e le vittorie contro la Francia nel 2011 e nel 2013, solo una bella scorta di ultimi e penultimi posti. Sul perché discuteremo in un bell’articolo-polemica prossimamente. Vi diciamo solo che abbiamo ancora diciannove anni per far meglio dei francesi…
