Sono malato

Credo sia giunto un momento molto importante della mia vita. E lo voglio condividere con voi, amici pirati.

Sono malato.

Ho una malattia terribile, che colpisce molte persone. Molto spesso però questa malattia rimane nell’ombra, sfugge alle diagnosi, si nasconde nelle pieghe della quotidianità. Siamo in molti ad esserne affetti, ma è solo una minima parte di noi quella che si accorge che questa patologia può distruggere la propria vita, rodendo il nostro corpo dall’interno, come una tarma in un armadio.

Sono un sognatore. Un uomo che si crea delle aspettative. Uno che ci crede anche dopo che ogni evidenza è palesemente contro l’onirica visione. L’ho provato e comprovato negli anni. Un esempio? Star Wars: quanto non mi è piaciuto episodio VIII, eppure quanto sogno un fantastico episodio IX. Ci credo ancora.

E poi il rugby. Gli Azzurri. La Rugby World Cup. Ci ho creduto. Non in maniera grossolana. Non tanto per dire. Ci ho creduto come si può sperare e attendere il bacio della ragazza di cui si è innamorati. Ho scritto righe e righe sulla mia passione incondizionata e sconsiderata per loro, per i nostri colori, per il nostro sport. Ho amato. E amerò ancora, perché so che sono fatto così. Sono malato. Di una malattia bellissima e che fa malissimo.

La passione. L’amore che diventa carne e diventa piacere. Ma anche l’abnegazione e il sacrificio per raggiungere quello che pare irraggiungibile. Solo che questa volta era davvero irraggiungibile. Fisicamente e psicologicamente. Tante piccole cose che hanno creato un quadro generale terribile e schiacciante. 49-3. Come se fossimo formiche sotto gli stivali di un gigante. Sfortuna? Arbitraggio? Errori? Inconcludenza? Mancata preparazione? Possiamo cercare tutti i moventi e gli indizi per risalire alle cause della disfatta col Sudafrica e etichettare tutti i capri espiatori che vogliamo. Ma non è questa la sede, non è questo il momento.

Ora sono solo incazzato. Come sempre quando mi ricordo di essere malato. Tra qualche giorno mi passerà, ma nel frattempo il sangue mi si è fatto amaro e non posso starmene rilassato a chiacchierare con un collega, giocare con mio figlio, guardarmi un film. Non posso fare niente, perché tanto so che con la testa torno lì. A questa enorme occasione perduta. Attesa e perduta. L’obiettivo era entrare nella storia e invece siamo usciti dalla porta sul retro.

A febbraio sarò di nuovo follemente innamorato. Al Sei Nazioni 2020 mi ribeccherete a scrivere Forza Azzurri con lo spray sul muro dietro scuola, come un teppistello. Ma oggi no. Sono malato. Ho bisogno di riposare e far passare la furia nera.

Già, perché ci aspetta ancora una furia nera, prima che questo mondiale sia finito.


2 thoughts on “Sono malato

  1. Beh, benvenuto tra i normali…. l’amore e la passione che mettiamo in ciò che crediamo a volte ci fanno provare le “bastonate”… poi ti dimentichi del dolore e scopri che stavi solo crescendo.
    Quando succede qualcosa di brutto… non è detto che sia la fine di cio che stai vivendo…può essere l’inizio di una GRANDE avventura
    Buona vita

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