Gianmarco Lucchesi, un ragazzo e il suo sogno


Credit Antonietta Baldassarre

E visto che sono a Treviso resto ancora un po’ in casa Benetton e ne approfitto per fare la conoscenza di uno dei loro permit player. Oddio un po’ l’ho già conosciuto durante la breve parentesi Under20 al Sei Nazioni di quest’anno e vi dico subito che è un tripudio di allegria. Classe 2000, nato a Pisa ma livornese doc, tallonatore, un sorriso contagioso, una gioia che travalica i confini della telefonia e mi spettina tutti i riccioli, una grinta che gli ha fatto superare un grosso infortunio alla caviglia, tibia, perone e ce lo ha consegnato più determinato di prima. Arrivato alla Ghirada direttamente dalla SerieA e dalla Nazionale Under20 con la quale ha disputato un’ottima prova e fresco di invito alla preparazione della Nazionale maggiore dal ct Franco Smith. Ragazze e ragazzi, signore e signori, sono davvero felice di avere nostro ospite Gianmarco Lucchesi.

Ciao Gianmarco, che bello trovarti. Come stai?

Ciao, bene, molto bene. È un bellissimo momento.

Ci credo e mi fa tanto piacere. Com’è allenarsi in Ghirada, per te che vieni da un ambiente decisamente differente?

Si vede che sono tutti professionisti, ma sono allo stesso tempo gentilissimi, mi hanno messo subito a mio agio. Sono tutti molto motivati, c’è tanta voglia di fare ed è impossibile non essere contagiati da questa positività.

Aspetta di stare un po’ di tempo con Steyn lui è il mio guru personale a proposito di positive vibes. Buone inquiline che quando pensate a lui vi agitate e non ci si capisce più nulla.

Credit Antonietta Baldassarre

C’è o c’è stato un giocatore che ti abbia ispirato?

Sì, io amo David Pocock come giocatore, come stile. Vorrei giocare come lui.

Conosci la filosofia del numero 2?

No.

Beata gioventù. Allora i piloni, destro e sinistro, l’uno e il tre, hanno una mano libera per ancorarsi all’avversario, ma il numero due, il tallonatore, no. Lui ha tutte e due le mani impegnate per aggrapparsi ai suoi compagni mentre respinge con la testa l’avversario e passa la palla indietro col tallone.

Non lo sapevo.

Neanche io l’ho scoperto per caso e mi è piaciuta tantissimo. Hai sempre giocato tallonatore?

Più o meno sì. Giusto una breve parentesi da apertura ma il ruolo è sempre stato quello.

Tu hai subito un brutto infortunio nello scorso Sei Nazioni contro la Scozia, ma ne sei uscito alla grande. Ti va di raccontarci qualcosa?

Io volevo tornare, non ho mai pensato di smettere né di arrendermi. Mi sono sempre impegnato ed ho sempre saputo che sarei tornato. Peccato per la Scozia quest’anno – persa di uno all’ultimo Maremma impestata. Mi si rivoltano ancora le condomine – eravamo un bel gruppo, ci è mancata un po’ l’esperienza ma potevamo fare bene. Peccato che il Covid ci abbia tolto la possibilità di continuare ed anche di giocare il mondiale in Italia, ci saremmo potuti togliere grandi soddisfazioni.

Dopo la vittoria contro il Galles. Credit Italrugby

Io ne sono convinta. Sono di parte anche questa volta è vero, ma che il gruppo Under20 quest’anno potesse regalarci gioie è innegabile. Però se non ci fosse stato il Covid a fermare tutto, forse non ci sarebbe stata neanche questa opportunità di allenarsi con la Maggiore.

È vero non ci avevo pensato.

Te l’ho detto è Steyn che mi insegna a guardare il lato positivo – ora si chiama lato positivo. Condomine vi rinchiudo sappiatelo – Anche te eri all’Accademia a Prato vero?

Sì, anche lì eravamo un bel gruppo.

Per caso ti sei travestito anche te da centurione?

No, no – e ride, anzi ridiamo insieme – i olì sono scappato non ce l’ho fatta e vedere quella scena.

La scena è la festa in maschera fatta dai ragazzi dell’Accademia dove il buon Federico Mori si è vestito da Centurione Romano traumatizzando buona parte dei suoi compagni.

E non hai allagato nessuna stanza di albergo?

No, neanche quello.

Anche in questa scena uno dei protagonisti è il succitato centro livornese. E a proposito di lui, voi vi conoscete da bimbi, cioè siete ancora molto giovani ma adesso vi ritrovate niente popò di meno che con la Nazionale maggiore!

Sì davvero. Per me è un’esperienza bellissima. Siamo cresciuti insieme, abbiamo condiviso tanto e adesso questo, non ci posso credere è bellissimo.

Credit Italrugby

Io ci credo perché le emozioni che scuotono questo nostro giovane azzurro sono palpabili. Anche se sei molto giovane ed altrettanto entusiasta di quello che fai te lo chiedo lo stesso. Cosa avresti fatto se non avessi giocato a rugby?

Sicuramente avrei continuato a studiare e forse avrei lavorato con i miei. E perché no magari un’esperienza di lavoro all’estero.

E col rugby ci andresti a fare un’esperienza all’estero?

Perché no? Sarebbe sicuramente bello, ma va fatta al momento giusto. Io adesso sto bene in Italia andare fuori sarebbe prematuro. Ma se dovessi scegliere opterei per l’Inghilterra, sarebbe bello giocare in Premiership. Il campionato inglese lo preferisco come tipologia di gioco, l’intensità degli allenamenti, il loro modo di vivere anche il rugby.

E quando vai in vacanza stacchi completamente o mantieni un minimo di allenamento?

Da piccolo staccavo – cioè ieri l’altro. Inquiline cortesemente zitte – ma adesso non te lo puoi più permettere. Quest’anno mi sono allenato tantissimo, ma in generale non ci si può più fermare, il livello si è alzato e non ci si può più permettere di restare fermi.

Giusta riflessione. E a musica come sei messo?

Mi piace molto il rap, specialmente Ernia, è uscito ora il suo ultimo disco, lo conosci?

Ehmmmm, veramente se mi dici ernia mi viene in mente quella alla quale mi hanno operata a metà giugno ma non cantava giuro. Però mi posso documentare.

Ride, per fortuna. Mentre per rilassarti che fai?

Mi piace stare coi miei amici a casa mia al mare. Guardo la Tv, stare a Livorno, in famiglia.

Che poi te sei un livornese nato a Pisa.

Eh, davvero me lo porterò dietro per sempre.

Vabbè dai a ciascuno il suo. Te sei nato a Pisa io sono nata bionda. Dimmi piuttosto Sassi piatti, Calfuria, Ardensa?

No ancora più giù, a Quercianella.

A me piace Baratti.

Eh, non male neanche lì.

E allora siccome ho beccato Giamma in partenza per Livorno, lo libero. Buon rientro a casa, riposati, rilassati e continua a divertirti. Grazie mille per la disponibilità, in bocca al lupo per questa nuova avventura e appena sarà possibile parleremo anche di Top12 o quel che sarà, perché comunque vada sarà un successo.

“Il rugby è l’unico sport dove i rapporti fuori dal campo sono importanti come quelli dentro il campo” (Brad Johnstone)

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